LA VOCE DEI VENEZIANI VA ASCOLTATA!

4 07 2017 | Arte, Restauro, Tutela del Paesaggio

18 giugno: 18.000 veneziani attraverso un referendum popolare dicono “no” al passaggio delle Grandi Navi da crociera a Venezia. 2 luglio: oltre 2.000 cittadini sfilano in corteo a Venezia contro il turismo “mordi e fuggi” e contro l’esodo dal centro storico, dove ci sono sempre meno case per i residenti e sempre più alberghi e Bed & Breakfast.

Due manifestazioni che non possono e non devono lasciarci indifferenti, sia per la partecipazione significativa dei cittadini sia per l’importanza delle questioni sollevate rispetto ai problemi causati dal turismo e dal sovraffollamento di una città fragile come Venezia.

Le soluzioni? Ci sarebbero, ma devono essere attuate. La Giunta Comunale di Venezia nelle scorse settimane ha mosso un primo passo, con l’approvazione di una misura che prevede restrizioni all’apertura di nuovi hotel e B&B, ma riguarda solo il centro storico (e non tutto) ed è comunque derogabile. Per le botteghe storiche c’è una legge sul decoro già in vigore a Firenze, ma che a Venezia non trova ancora attuazione, e su cui comunque servirebbero incentivi al momento non previsti.

Per la gestione del turismo, da tempo ho proposto – e sembra che l’amministrazione comunale abbia avviato le prime mosse in tal senso – l’introduzione delle prenotazione in alcuni momenti dell’anno, la promozione di itinerari diffusi, la tassa di soggiorno per i b&b e, se non si ottengono risultati, un ticket di entrata per il turismo giornaliero.

Esiste poi il problema del decoro: perché non pensare a volontari che si occupino di controllare i comportamenti dei turisti?

E poi le Grandi Navi: a breve il Ministro Delrio dovrebbe presentare una soluzione al problema che trova anche il consenso del Sindaco e dell’Autorità Portuale e che prevedrebbe la diversificazione del traffico in base al tonnellaggio. Anche in questo caso, la necessità immediata sarebbe fare uscire subito le Grandi Navi dal bacino di San Marco.

Senza dimenticare l’UNESCO: è stata rinviata di un anno la scadenza dell’ultimatum a Venezia che rischia l’esclusione dai siti patrimonio dell’umanità, ma questo non vuol dire che ci saranno altre proroghe o un calo dell’attenzione verso quello che la Città sta facendo o sarà capace di fare.

Il tempo delle discussioni e degli appelli caduti nel vuoto è finito: ora servono soluzioni e risposte.

PER SAPERNE DI PIÙ:

LEGGI LA MIA INTERVISTA A “LA NUOVA VENEZIA”