LA CARTA DEL PAESAGGIO, LO STAGNO DELLA POLITICA E LA MILITANZA DEI CITTADINI

16 05 2018 | Opinioni e interventi

Malgrado si sia ad oltre due mesi dall’esito delle elezioni politiche, il paese ancora non ha un governo. Una difficoltà causata da pochi, che però paghiamo tutti come cittadini. Il paese ha infatti bisogno di essere governato. E soprattutto ha bisogno di buona politica. Una politica che sappia prendersi le proprie responsabilità, essere realistica – e dunque onesta con i cittadini – e quindi in definitiva essere quell’espressione di direzione di un paese, dove “direzione” non è solo indicare obiettivi più o meno lontani, e più o meno realistici, ma sapervi condurre il convoglio.

Nonostante i tempi indubbiamente difficili per una razionalità politica occidentale, questa possibilità esiste. Lo dimostrano le energie civiche e “politiche” che zampillano praticamente in ogni territorio – e lo tocco con mano ogni volta viaggio per questa meravigliosa Italia – ogni volta che ad esse è indicato anche un semplice sbocco o un appiglio. Energie che mi piace chiamare “militanza”.

Un documento di lavoro come la Carta Nazionale del Paesaggio funziona – eccome – in questo senso. Sempre di più, incontrando associazioni e cittadini in questa piccola road map di presentazione, impegnati nella tutela e valorizzazione del proprio territorio o patrimonio culturale, mi rendo conto di che formidabile risorsa è per questa politica ormai asfittica questo appassionato esercito di militanti del paesaggio.

Perché se anche abbiamo l’impressione come paese di essere fermi e intrappolati in una morta gora, dove le acque del civismo che vi affluiscono diventano stagnanti, basta anche poco per scuoterle. Basta un sasso nello stagno. Anche piccolo, come la Carta del Paesaggio. In molti, ogni giorno, si alzano e lo lanciano nello stagno dell’indifferenza per il nostro patrimonio culturale, il nostro Paesaggio, e in definitiva il nostro ambiente fisico e culturale. Al loro impegno, spesso anonimo e senza pretese pubbliche, va il mio personale ringraziamento dopo 5 anni di impegno pubblico. E in esso ripongo la mia più grande speranza di salvezza e rilancio del nostro paese e del suo paesaggio.​