Il ricorso annunciato dalla Corte dei Conti contro le agenzie di rating per la mancata inclusione del nostro patrimonio culturale nella valutazione del nostro Paese ha certamente un significato importante non solo per l’implicazione che ne consegue in termini di valutazione patrimoniale del nostro Paese, anche se difficilmente quantificabile.

Il patrimonio culturale italiano è il più importante del mondo a livello artistico, monumentale e paesaggistico, ma è ancora lunga la strada per valorizzarlo e per renderlo una vera e propria fonte di fonte di sviluppo, crescita e occupazione, soprattutto nelle regioni che hanno perso altre possibilità produttive.

Mi auguro che l’interesse, fosse anche solo simbolico, sollevato da questa azione della Corte dei Conti, possa riportare l’attenzione di tutti sulla necessità di valorizzare al meglio e senza ulteriori dilazioni quella che non solo è una nostra grande risorsa, ma che costituisce la nostra identità e la nostra storia.

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