Nel 2015 il numero di alberi per abitante in Italia è salito a 230,contro i 200 del 2005 e i 140 del 1985,  ma nel frattempola cementificazione del territorio è cresciuta del 166%dal 1950 al 2012, a fronte di aumento della popolazione del 28%: a ogni italiano, quindi, possono essere attribuiti in media ben 350 mq di superficie costruita e urbanizzata: ecco alcuni dei dati elaborati dal Dipartimento scienze bio-agroalimentari e dal Consiglio nazionale delle ricerche da cui si è partiti nell’interessante dibattito organizzato oggi ad Expo Milano 2015 dal titolo: ‘La grande bellezza del paesaggio italiano’.

Il paesaggio è oggi minacciato da consumo di suolo, dall’insufficiente gestione del verde in città, la scarsa manutenzione dei parchi, la perdita di valori estetici e civili e il degrado delle aree ‘periurbane’.

La più grande minaccia viene però dal disinteresse e dall’incuria dei cittadini verso un tema così importante, di diretta competenza del Ministero che rappresento.

Il paesaggio italiano infatti costituisce di per sé un’opera d’arte e di cultura, per come si è venuto costruendo e formando nel corso dei secoli, ma paradossalmente proprio oggi, quando più sembrerebbe ci siano risorse e cultura per apprezzare l’opera sin qui compiuta, crescono i pericoli e le minacce alla sua integrità per la pressione a sfruttare nel brevissimo tempo, in modo insensato e irrecuperabile, la sua stessa consistenza.

Non bisogna mai pensare che un risultato o l’integrità di un bene siano acquisiti per sempre, e in questo senso da Expo può venire un incoraggiamento e uno stimolo, e anche un esempio di come le sfide difficili possano essere vinte, anche quando occorra convincere gli scettici sulla bontà delle scelte prese.

Uno stimolo che se non viene fatto proprio dalla politica, da ogni Regione, Città e Paese, ma anche e soprattutto da ogni cittadino, rischia di rimanere inascoltato e di causare la distruzione del nostro paesaggio.

E con esso della nostra identità.

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