Questa mattina sono stata in Piemonte per visitare il Villaggio Leumann e la Certosa Reale di Collegno, oltre che l’enorme complesso dell’ex manicomio: Collegno è una città che gode di uno straordinario patrimonio culturale, architettonico e artistico di cui il Villaggio e la Certosa sono gli esempi più evidenti.

Villaggio Leumann è un complesso industriale adattato alla dimensione di “borgo”, esempio di lungimiranza dell’imprenditore Napoleone Leumann che partendo da un’industria seppe creare un’area e una comunità in cui lavoro, famiglia, tempo libero, istituzioni sociali e previdenziali erano strettamente connessi fra loro, formando un contesto socialmente evoluto ed efficiente, in cui l’organizzazione urbanistica, l’architettura degli edifici e le istituzioni sociali hanno creato un ottima sinergia fra loro.

Non ha invece bisogno di presentazioni la Certosa Reale di Collegno, straordinario bene architettonico recentemente restaurato e in ottimo stato di conservazione grazie al costante e continuo impegno di tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio culturale.

Parte degli edifici legati all’ex manicomio sono gia stati riconvertiti in modo ottimo come l’ex lavanderia, oggi fantastico centro per la danza e il teatro. Sale di prova comprese!

È proprio questo il segreto del “modello Piemonte”, in cui la rete e il filo diretto tra cittadini, associazioni, istituzioni, fondazioni e soggetti privati permette una efficiente e virtuosa tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali, per il mantenimento dei quali è necessaria un’attenzione duratura e positiva e un apporto di risorse materiali e immateriali da parte di tutti.

In questo senso e all’interno di questo modello, la stabilizzazione dell’ “Art Bonus” al 65% per i prossimi anni potrà consentire a beni come la Certosa di attrarre ulteriori risorse, a cui aggiungo un augurio e auspicio: che presto una legge di stabilita’, seguendo la falsariga di quella appena presentata con importanti novità e investimenti per la cultura, possa introdurre la possibilità per i Comuni di derogare al patto di stabilità per l’investimento nel patrimonio culturale.

Sarebbe il definitivo segno di quell’inversione di tendenza per la cultura intrapresa da questo Governo. Che ora non deve fermarsi.

 ASCOLTA LA MIA INTERVISTA AL TGR PIEMONTE, DAL MINUTO 3:05

 

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