Pochi luoghi sono in grado di immergerti completamente nell’atmosfera e nella storia di un borgo come la Torre e Casa Campatelli a San Gimignano, che ho avuto il piacere di visitare mercoledì 13 aprile in occasione della sua inaugurazione dopo un attento restauro.

La casa e la torre adiacente, risalenti al XII – XIII secolo e incastonate nel meraviglioso borgo Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, sono state lasciate in eredità al Fai nel 2005 da Lydia Campatelli, la quale sognava di regalare alla città un pezzo della sua storia millenaria. Un sogno che si avvererà domani, quando dopo 5 anni di lavori e 2 milioni di Euro investiti dal Fai il sito diventerà ufficialmente la prima casa privata di San Gimignano ad aprire al pubblico.

Il percorso ideato nella casa-museo è magnifico: inizialmente si viene accompagnati tra le soffitte del secondo piano, dove proiezioni video e altre applicazioni multimediali ripercorrono gli oltre mille anni di storia del borgo, dalla fondazione all’ascesa. Poi si passa al piano nobile della casa, rivivendo le vicende dei personaggi della famiglia Campatelli attraverso album fotografici, lettere e arredi senza alcun ostacolo tra il pubblico e gli oggetti: un racconto, un’esperienza immersiva che ti trasporta nel passato attraverso gli occhi di una famiglia borghese testimone della storia cittadina dal Medioevo ai giorni nostri.

Come ho spesso sostenuto, la conoscenza del nostro patrimonio culturale e paesaggistico è indispensabile per il consolidamento della nostra stessa identità. In questo senso, l’apertura della casa-museo rappresenta un momento importante per tutta l’Italia, dimostrando ancora una volta le grandi potenzialità della collaborazione tra pubblico e privato per la valorizzazione e la fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale.

 

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