Conosco Silvia Colasanti da parecchio tempo, ne conosco la musica ,il talento, quella straordinaria capacità di comporre partiture che ti restano nel cuore, forti e poetiche insieme. Tessuti musicali così particolari sempre colti, mai scontati . Trae la sua ispirazione spesso da personaggi straordinari come in questo caso, quello della grande poetessa russa Anna Achmatova di cui racconta la vita in musica.
Per la prima volta, la Scala ha affidato ad una donna compositrice un’opera e sempre più spesso sul podio della direzione dell’orchestra si trovano delle donne capaci e trascinanti che conquistano il pubblico e la critica.
Il mondo della musica è quasi sempre stato chiuso alle donne, basti ricordare che solo in tempi recenti i meravigliosi Wiener Philarmoniker hanno aperto a presenze femminili correggendo le loro rigidissime regole. Questo cambiamento non è secondario ma rappresenta una delle grandi svolte nel cammino verso la totale parità tra uomini e donne.Riconoscere il talento femminile è la prova definitiva di come siamo ancora capaci di produrre dei primati, contrariamente a molte aree e culture del mondo nelle quali le donne svolgono ancora un ruolo gregario . Dobbiamo esserne fieri in quest’epoca di disgregazione perché le donne, proprio loro e anche grazie al loro talento potranno trasformare questo ormai diffuso pessimismo sul futuro dell’Occidente in un messaggio pieno di speranze.
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